Raccomandazioni in conclusione al congresso sui cristiani d’Irak intitolato
Agonia di una presenza o resurrezione,
Beirut, 19 febbraio 2009
Beirut, 19 febbraio 2009
Trascrizione non rivista dagli autori, a cura di Ida Soldini
Alle Chiese orientali raccomandiamo di:
- Fare dell’anno 2009 l’Anno dedicato all’esistenza dei cristinai in Irak con un prgoramma di attività culturali e religiose e degli aiuti umanitari
- Organizzare una giornata di preghiera dall’intenzione unificata in tutte le chiese del Libano per i crsitiani dell’Irak
- Formare un Alto Comitato il cui compito sia favorire la causa dei rifugiati cristiani irakeni nei paesi circonvicini in collaborazione con i governi di detti paesi e delle autorità delle chiese
- Concedere dei permessi di soggiorno temporanei e rinnovabili per i rifugiati irakeni esentandoli dal pagamento delle tasse dovute per tali permessi e dal fornire le garanzie da essi di norma richiesti
- Facilitare ai rifugiati iracheni l’accesso ai sevizi sociali, sanitari, educativi ect… in collaborazione con l’ONU e il governo irakeno
- Organizzare un congresso che studi la questione delle minoranze nell’Irak in vista di garantire la conservazione della loro esistenza e il diritto ad esercitare il ruolo che loro compete
- Aprire degli uffici dell’ONU in collaborazione con il governo irakeno nelle regioni dove vivono i profughi, in particolare in Siria, Giordania e Turchia
- Operare concordemente con il governo irakeno per implementare le convenzioni internazionali riguardante i popoli indigeni
- Aumentare gli aiuti offerti ai rifugiati irakeni in Irak e al di fuori dei suoi confini, in modo diretto, oppure attraverso i governi implicati, allo scopo di garantire che tali aiuti arrivino alla loro destinazione.
- Assumere delle decisioni che contribuiscano alla protezione dei cristiani, sia nell’Irak che nei restanti Paesi oreintali
- Operare concordemente con altre istituzioni islamiche per proclamare delle fatwa che proibiscano qualsiasi aggressione contro i cittadini cristiani d’Irak
- Garantire una rappresentanza equa dei cristiani in parlamento, mentre per quanto riguarda i consigli di distretto raccomandiamo di adottare quanto è stabilito nell’articolo 50 della Costituzione, prima che fosse abrogato.
- Applicare l’articolo 125 della Costituzione, nel quale i diritti culturali, politici ed educativi delle differenti etnie sono garantiti.
- Assicurare che le opportunità di lavoro siano distribuite in modo equo a tutti gli iracheni senza discriminare o emarginare alcuna delle comunità presenti.
- Emendare la Costituzione in modo tale che la cittadinanza sia il criterio fondante la vita pubblica, e non la religione o l’etnia.
- Garantire il diritto di ritornare agli emigrati iracheni, facilitare che rientrino in possesso dei loro beni, e assicurargli un’indennità per i terreni che sono stati confiscati in funzione del bene pubblico.
- Incoraggiare gli emigrati a ritornare in Irak e d’investire nelle loro regioni, promulgare una legge speciale che restituisca la nazionalità irachena a quanti l’hanno perduta durante il precedente regime.
- Valorizzare le regioni più povere di mezzi, e intraprendere rapidamente dei progetti di sviluppo nei quali siano creati posti di lavoro per gli abitanti di tali regioni.
