Shlemon Warduni, vicario patiarcale di Baghdad“Un’assemblea importante non solo per le Chiese del Medio Oriente, ma anche per quelle del mondo chiamate a riscoprire le radici della fede e a sostenere i cristiani della Regione per evitare che fuggano all’estero”. Il Vicario patriarcale di Baghdad, mons. Shlemon Warduni, spiega così, al SIR, l’importanza del Sinodo speciale per il Medio Oriente, che si terrà dal 10 al 24 ottobre 2010. “Il Sinodo è un atto benevolo di Benedetto XVI verso le nostre chiese – afferma mons. Warduni – che soffrono per mancanza di pace e di sicurezza. L’assemblea servirà alle Chiese orientali per discutere dei tanti problemi che l’affliggono ma anche per far sentire la loro voce. Il Medio Oriente si sta svuotando dei cristiani, si percepisce quasi un complotto per mandarli via. Unire le voci, avvicinarsi alle altre chiese cattoliche e cristiane, è fondamentale per la sopravvivenza di tutti. La nostra vocazione è vivere da cristiani in Medio Oriente”. “Le chiese del mondo – aggiunge il presule caldeo - devono aiutare le loro sorelle orientali dando loro assistenza e sostegno. Le chiese del Medio Oriente, che hanno sofferto e che tanti martiri hanno dato, possono a loro volta confermare nella fede tutte le altre sparse nel mondo. Un Medio Oriente senza cristiani sarebbe una sciagura per tutti, per questo auspico che nel Sinodo siano presenti anche esponenti delle chiese dei vari Continenti”.
Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk, Iraq“Ringrazio il Papa per questa convocazione. Se ci disporremo al meglio per noi potrebbe essere una nuova Pentecoste”. Così al Sir, l’arcivescovo di Kirkuk, mons. Louis Sako commenta l’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente, convocata da Benedetto XVI e che si terrà dal 10 al 24 ottobre 2010, sul tema ‘La Chiesa cattolica in Medio Oriente: comunione e testimonianza: La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola’ (At 4,32)”. Mons. Sako è particolarmente soddisfatto per questo annuncio, dal momento che fu lui ad avanzare, a gennaio 2009, una proposta analoga al Papa nel corso della visita ad limina dei vescovi iracheni. “Sarà un tempo forte per le Chiese orientali per andare avanti, per uscire dal passato e aprire gli occhi sulla realtà di oggi – aggiunge - in Medio Oriente abbiamo problemi e sfide da affrontare”. Tra queste Sako elenca “il dialogo con ebrei e musulmani e la necessità di una pastorale unificata in lingua araba”. Ma su tutte c’è il grave fenomeno dell’esodo dei cristiani: “tutte le Chiese anche le più piccole, devono capire l’importanza della presenza cristiana in Medio Oriente. La fuga cristiana all’estero è una perdita notevole per tutta la Chiesa. Ho paura che senza cristiani in Medio Oriente l’islam diventi più aggressivo”.
Fonte: APCOM, sempre grazie a BaghdadhopeNikola Eterovic, segretario generale del Sinodo
Anche gli ebrei e i musulmani saranno coinvolti nel sinodo dedicato al Medio Oriente che il Papa ha annunciato oggi per il 2010 (dal 10 al 24 ottobre): lo spiega l'arcivescovo Nikola Eterovic, segretario generale del Sinodo. "Una questione particolarmente importante - afferma il presule in un colloquio con l''Osservatore romano' - riguarderà il coinvolgimento di ebrei e musulmani. Non sappiamo ancora le modalità, ma è evidente che si dovrà tener conto di tutta la complessa realtà del Medio Oriente. Il Sinodo non è 'contro' qualcuno ma è uno spazio di dialogo aperto che punta alla comunione e alla pace nella giustizia e nella verità. Troveremo sicuramente il modo di sentire le voci del mondo ebraico e di quello musulmano". Del resto, spiega mons. Eterovic, il dialogo e il confronto "con le altre religioni e le altre culture" sarà uno dei temi centrali del Sinodo "che dovrà però partire da una riflessione interna alla Chiesa, per rafforzare la comunione ecclesiale. E' questo il primo mandato del Papa". L'indicazione di Benedetto XVI, specifica il presule, "è di riflettere innanzitutto sulla comunione e sulla testimonianza che la Chiesa è chiamata a dare nel particolare contesto mediorientale. E la citazione degli Atti degli Apostoli - 'La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola' - ci ricorda che quella regione è particolarmente cara a tutti i cristiani perché là è nato, è morto e risorto il Signore Gesù. E' nata lì la Chiesa e, nonostante le vicende della storia, è ancora presente con difficoltà ma anche con speranza". L'annuncio del Sinodo per il Medio Oriente, spiega ancora il segretario generale, "non è di per sè una sorpresa. Da anni i pastori di quella regione riflettevano sull'opportunità di indirlo. Era un'idea che circolava con insistenza. Ma l'accelerazione decisiva è venuta dal viaggio di Benedetto XVI in Terra Santa nel maggio scorso". Già lunedì e martedì prossimi si svolgerà in Vaticano una prima riunione della segreteria del Sinodo "per mettere a punto una macchina organizzativa che dovrà partire subito a pieno regime perché i tempi sono ristrettissimi", spiega Eterovic. Il testo dei 'Lineamente' sarà inviato alle varie diocesi entro fine anno e per Pasqua è previsto l''Instrumentum laboris', il testo di base per le discussioni sinodali.
